OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
LE NUOVE FRONTIERE DEL MITICO PRODOTTO
HS – HIGH STANDARD
Marcello Coronini e Flavio Zaramella
ORIGINI E DIFFUSIONE DELL'OLIVO
L'origine dell'olivo si perde nella notte dei tempi. La sua storia e la sua diffusione si
confondono con quella delle civiltà mediterranee che costituiscono e segnano un'impronta
fondante della cultura occidentale.
L'esistenza dell'olivo risale al XII millennio a.C., come documentato dai fossili della pianta
ritrovati a Mongardino in Italia, nei giacimenti pliocenici, da altri resti del Paleolitico
Superiore a Relilai in Africa Settentrionale e da pezzi di olivastro e noccioli, negli scavi del
Calcolitico e dell'Età del Bronzo in Spagna.
L'olivo selvatico ha origine in Asia Minore (De Candolle 1883), da dove si è esteso
attraverso l'Anatolia, in Siria, Palestina e poi in Grecia. Un'altra ipotesi (Caruso), indica
come sua origine il Basso Egitto, la Nubia, l'Etiopia, le montagne dell'Atlante e certe aree
dell'Europa. Per questo si crede sia indigeno di tutto il bacino del Mediterraneo e che l'Asia
sia stata, circa seimila anni fa, la culla dell'olivo coltivato.
IL MEDITERRANEO CULLA DELL'OLIVO
Furono i Fenici nel XVI secolo a.C. a diffondere l'olivo nelle isole greche, poi, dal XIV al
XII secolo a C., in tutta la penisola ellenica. La sua coltura si sviluppò fino a raggiungere
una così grande importanza che nel IV secolo a.C. Solone promulgò specifici decreti per
regolarne la piantagione. Da questo periodo l'olivo si estese per tutto il Bacino
Mediterraneo: da Tripoli alla Tunisia, dalla Sicilia all'Italia Meridionale. Presta sostiene che
in Italia l'olivo risale a tre secoli prima la caduta di Troia (1200 anni a.C.). Fenestella, un
altro annalista romano, sostiene che il primo olivo sia stato importato durante il regno di
Lucio Tarquino Prisco, il Vecchio (616-578 a.C.), probabilmente da Tripoli o da Gabes in
Tunisia. Certo è che da quel periodo, in Italia le colture dell'olivo si estesero velocemente
dal sud al nord della penisola: dalla Calabria alla Puglia, all'Etruria ( Alto Lazio, Umbria,
Toscana), fino alla Liguria, ai laghi prealpini e alla Liburnia (Istria).
L'OLIVO NELL'ANTICA ROMA
I Romani, nei territori occupati in Africa Settentrionale, svilupparono una vera e propria
olivicoltura grazie soprattutto alle popolazioni Berbere, che sapevano innestare gli olivastri.
Anche in tutti gli altri paesi costieri del Mediterraneo, i Romani continuano a diffondere
come arma pacifica delle loro conquiste l'olivo. All'incirca nel 600 a.C. viene introdotto a
Marsiglia, poi in tutta la Gallia e in Sardegna. In Corsica, dovrebbe essere stato introdotto
dopo la caduta dell'Impero Romano dai Genovesi.
In Spagna, dove l'olivo giunse nel 1050 a.C. con la dominazione marittima dei Fenici, la sua
coltura non ebbe un vero sviluppo fino all'arrivo di Scipione (212 a.C.) e alla dominazione
romana (45 a.C.). In Betica, dopo la terza guerra punica, le piantagioni di olivo occupavano
grandi estensioni di territorio. Gli Arabi introdussero nella Spagna Meridionale le loro
varietà e contribuirono alla loro diffusione.
L'OLIVO NELL'EPOCA MODERNA
Con la scoperta dell'America (1492) l'olivo varca il Mediterraneo. Da Siviglia partono i
primi esemplari per le Antille e più tardi per il continente americano. Già nel 1560 si trovano
oliveti in Messico, poi in Perù, in California, in Cile e in Argentina, ove tuttora vegeta ad Arauco una delle piante
della conquista.
L'olivo, per effetto soprattutto della fama dell'olio ricavato dai suoi frutti, ha continuato ad
espandersi ovunque vi siano le condizioni pedoclimatiche e non stupisce che in epoche più
recenti abbia trovato habitat favorevoli in luoghi lontani: in Africa Meridionale, in
Giappone, Cina e Australia, ove si sono realizzate grandi estensioni a coltura specializzata e
intensiva.
GLI OLI VERGINI DI OLIVA
Gli oli vergini di oliva sono i prodotti ottenuti dalla spremitura dei frutti dell'olivo
unicamente mediante procedimenti meccanici o altri processi fisici, in particolari condizioni
termiche che non ne alterino aroma e gusto. Non devono avere pertanto subito nessun altro
trattamento che il lavaggio dei frutti, la molitura, la mescolatura della pasta (gramolatura), la
separazione della parti solide e liquide attraverso la pressatura, la separazione dalle acque di
vegetazione con la centrifugazione e, ultimo trattamento, la decantazione o la filtrazione per
eliminare impurità, residui vegetali e mucillagini.
Gli oli vergini di oliva sono quindi semplicemente il succo oleoso del frutto dell'oliva, gli
unici che si consumano così come vengono estratti dal frutto. Per questo, se tutti i
procedimenti di lavorazione vengono svolti nei tempi e nei modi corretti, se i frutti sono
freschi, sani, raccolti al giusto grado di maturazione, il prodotto possiede elevati valori
nutrizionali, un ricco patrimonio vitaminico, straordinari aromi e sapori che rimangono
inalterati per un lungo tempo, che ne hanno sancito il successo come il più prelibato fra i
condimenti.
LA COMPOSIZIONE CHIMICA DEGLI OLI VERGINI DI OLIVA
L'olio di oliva è formato per la maggior parte (98,5 - 99,5%) dalla cosiddetta frazione
saponificabile, costituita da trigliceridi, esteri della glicerina con acidi grassi, accompagnati
da piccole quantità di digliceridi, monogliceridi e di acidi grassi liberi. Predominano i
gliceridi con acidi grassi formati da 18 atomi di carbonio che possono essere uniti per singoli
legami (acidi grassi saturi), per un solo doppio legame (acidi grassi monoinsaturi) e anche
per più doppi legami (acidi grassi polinsaturi). Le caratteristiche di tutti gli oli vegetali e il
loro valore nutrizionale, compreso il livello qualitativo dello stesso olio di oliva, dipendono
in gran misura dalla loro composizione acidica, ovvero, dalla proporzione fra i diversi acidi
grassi. Nell'olio di oliva prevale l'acido oleico, monoinsaturo. La sua quantità, come quella
degli altri acidi grassi, varia secondo origine territoriale delle olive, loro varietà, grado di
maturazione ecc.
Variabilità dei limiti degli acidi grassi degli oli di oliva
( fissati dal Consiglio Oleicolo Internazionale)
ac. Palmitico (saturo) 7,5 - 20,0%
ac. Palmitoleico (monoinsaturo) 0,3 - 3.5%
ac. Stearico (saturo) 0,5 - 5,0%
ac. Oleico (monoinsaturo) 55,0 - 83,0%
ac. Linoleico (polinsaturo) 3,5 - 21,0%
ac. Ñ Linolenico (polinsaturo) 0,0 - 1,5%
L'altra frazione dell'olio di oliva è quella dei componenti minori, nella maggior parte
insaponificabili. Questa parte è molto piccola quantitativamente ma di grande importanza
quanto a valore biologico. Essa contiene la Clorofilla che conferisce il colore verde e il
Carotene, dalla pigmentazione rossiccia. In rapporto alla loro quantità si forma il colore di
ogni olio. Comprende anche i componenti volatili aromatici che ne caratterizzano l'odore e il
sapore; i Polifenoli, potenti antiossidanti che gli conferiscono un sapore amaro ed
astringente, determinando in maniera decisiva la stabilità dell'olio, ossia la sua
conservazione e resistenza ai fenomeni degenerativi. Possono essere presenti in gran
quantità anche i Tocoferoli, specialmente l'alfa tocoferolo, ossia la Vitamina E, che possiede
elevate proprietà antiossidanti. L'olio di oliva possiede un patrimonio di steroli dei quali il
principale è il Sistosterolo e non contiene colesterolo.
LA CLASSIFICAZIONE DEGLI OLI DA OLIVE
La qualità e la varietà degli oli vergini di oliva dipendono oltre che dalle corrette procedure
e tempi di lavorazione, dal grado di maturazione delle olive, dalla loro salubrità e da diversi
altri fattori: dal luogo di origine, dalla loro varietà, dal metodo di raccolta, dal tipo di
terreno, dall'altitudine delle colture, dalle buone pratiche agronomiche e in gran parte dalla
capacità degli olivicoltori e dei frantoiani di percepire l'evoluzione del prodotto in relazione
ad un'ampia gamma di varie intensità di flavor, di gusti e di strutture, che possono essere
realizzati soltanto attraverso una consolidata esperienza, da grande professionalità e
soprattutto da una forte sensibilità. Difficilmente il consumatore potrà scegliere e acquistare
il prodotto più consono ai propri gusti ed esigenze culinarie sulla base delle informazioni
riportate sulle etichette. Le attuali regolamentazioni internazionali ed europee stabiliscono
infatti delle norme alquanto generiche che consentono l'identificazione della sola categoria
merceologica del prodotto.
Sia il Consiglio Oleicolo Internazionale che il Codex Alimentarius (la commissione mista
FAO/OMS) e l'Unione Europea prevedono due sole macro categorie di oli vergini di oliva
idonei al consumo umano:
gli extra vergini e i vergini. I primi sono quelli che non dovrebbero avere alcun difetto
organolettico, accertati da analisi sensoriale effettuata da un'apposita commissione di
degustazione (panel test), composta da un minimo di 8 assaggiatori iscritti ad uno speciale
registro pubblico dopo aver conseguito idoneo attestato professionale, possedere un'acidità
libera massima dell'1%, un numero di perossidi pari o inferiore a 20 e corrispondere ad una
serie di parametri chimici che dovrebbero servire unicamente a verificare che il prodotto non
abbia avuto delle commistioni con oli di semi. Per gli oli vergini l'acidità liberà massima
prevista è del 2% e possono marcare qualche difetto organolettico. Si è voluto usare il
condizionale, in quanto tali norme non garantiscono appieno il consumatore da alcune
sofisticazioni come ad esempio la deodorazione, la deacidificazione e alcune commistioni
con altri oli (nocciola e girasole). Va sottolineato anche che molto spesso viene indicata la
bassa acidità libera, come un indice di qualità. Occorre precisare a questo proposito, che da
sola essa non corrisponde ad un reale fattore di qualità, anzi, è forviante per il consumatore
se non unita a parametri chimici più qualificanti. Va da se quindi, che il consumatore non è
nemmeno garantito sulla genuinità del prodotto, né tantomeno messo in condizioni di
identificare un'idonea segmentazione qualitativa che meriterebbe un così importante e nobile
prodotto. Le normative vigenti prevedono due altre categorie di prodotti idonee al consumo:
l'olio di oliva e l'olio di sansa di oliva.
L'olio di oliva è costituito da una miscela di olio di oliva raffinato, ovvero da olio lampante
(così detto perché non commestibile ed idoneo soltanto per l'illuminazione delle lampade),
opportunamente lavorato con solventi, che non implicano modificazioni della struttura
glicerica iniziale, a cui deve essere aggiunta una non quantificata quantità di oli vergini.
L'olio di sansa di oliva è composto da un taglio di olio raffinato estratto con solventi dalle
sanse delle olive con l'aggiunta anche per questa categoria, di una non identificata quantità
di oli vergini.
ANCEL KEYS, LA DIETA MEDITERRANEA
&
PROF. PUBLIO VIOLA, L'IMPORTANZA DELL'OLIO DI OLIVA PER LA SALUTE
Come riferisce il Prof. Publio Viola, primario medico all'Ospedale San Giovanni di Roma e
Libero Docente di Medicina Sociale nell'Università della stessa città, in una speciale
pubblicazione dal titolo "L'olio di oliva e la salute", edita nel 1997, nella quale ha trattato
l'evoluzione della ricerca scientifica che ha portato alla necessità di riesaminare alla luce
delle nuove conoscenze il valore medico-nutrizionale dell'olio di oliva, già nel 1957 D.M.
Hegsted, con altri tre ricercatori, aveva effettuato degli studi che hanno avuto un importante
rilievo per la conoscenza dei rapporti tra grassi alimentari e lo sviluppo dell'aterosclerosi.
Egli dimostrò come esistesse una correlazione tra la diversa struttura degli acidi grassi e
l'aumento della colesterolemia. Somministrando colesterolo unitamente ad olio di cocco
(prevalentemente costituito da acidi grassi saturi), osservò che i livelli di colesterolemia
aumentavano molto più considerevolmente rispetto a quando le medesime quantità di
colesterolo venivano associate ad oli costituiti prevalentemente da acidi grassi polinsaturi.
Le prime conoscenze sui rapporti fra alimentazione e cardiopatie ischemiche si devono però
alle osservazioni non sistematiche che evidenziavano una maggiore incidenza della malattia
tra le popolazioni nordeuropee e nordamericane rispetto alle popolazioni mediterranee che
non potevano essere spiegate dalle caratteristiche genetiche. Queste osservazioni divennero
la base per ricerche sistematiche con l'utilizzazione più precisa del metodo statistico. La più
importante di queste ricerche fu lo Studio dei Sette Paesi (Seven Countries Study), condotto
per 10 anni da Ancel Keys, studioso e ricercatore americano dell'università del Minnesota.
Lo studio, commissionato dal governo U.S.A., fu condotto su 13.000 individui di diversi
paesi in America, Finlandia, Italia, Grecia e Jugoslavia. Da questa indagine si è potuto
documentare come esista uno stretto parallelismo tra la diffusione delle malattie e l'eccesso
dei grassi animali i quali, per il loro elevato numero di acidi grassi saturi, aumentano i livelli
del colesterolo plasmatico. Al contrario, si è potuto anche dimostrare come gli oli vegetali
ricchi in acidi grassi insaturi, esercitino un'azione protettiva ipocolesterolemizzante ed
antiaterogena. Numerose altre ricerche si sono quindi succedute nel tempo in tutto il mondo
che confermavano il dato, arrivando così alla conclusione che è più importante la struttura
chimico-fisica degli acidi grassi presenti nella dieta che non lo stesso colesterolo. La
conseguenza di questa impostazione dietetica fu pertanto l'enfatizzazione degli oli ricchi in
acidi grassi polinsaturi, quali l'olio di mais, di girasole, di vinacciolo, di cartamo ecc. con la
penalizzazione del burro, del lardo, dello strutto e dei grassi invisibili contenuti nelle carni,
nei formaggi e nei dolciumi, mentre l'olio di oliva, per la sua ricchezza in acidi grassi
monoinsaturi, veniva considerato "indifferente" poiché non aumentava, ma nemmeno
diminuiva i livelli di colesterolo plasmatico ed era perciò praticamente inutile. Come è stato
dimostrato invece, a proposito del trasporto ematico dei lipidi e del turnover del colesterolo,
non tutto il colesterolo plasmatico è aterogeno, ma solo quello contenuto nelle lipoproteine a
bassa densità (LDL), mentre la frazione legata alle lipoproteine ad alta densità (HDL), ha un
significato protettivo in quanto esprime il trasporto inverso, l'allontanamento cioè del
colesterolo dall'organismo. A questo punto si è capito che l'azione "indifferente" degli acidi
grassi monoinsaturi sul metabolismo del colesterolo è stato per molto tempo male
interpretato in quanto il loro consumo determina un innalzamento del livelli del
colesterolo-HDL, mentre tale effetto non viene svolto dagli acidi grassi polinsaturi che
addirittura sembrano abbassarne il livello.
In questi ultimi decenni vi è stata una continua produzione di ricerche che hanno
notevolmente contribuito all'evoluzione delle conoscenze sulla patogenesi delle malattie e
sui rapporti tra quest'ultime e l'alimentazione. Si è potuto così apprendere come, alla base di
molte patologie esista un meccanismo perossidativo, causato dai prodotti intermedi
dell'ossigeno dal quale è possibile difendersi attraverso l'assunzione di agenti antiossidanti,
ma anche attraverso la limitazione del substrato perossidabile. Si è visto come si possa così
rallentare il processo d'invecchiamento cellulare, e prevenire conseguentemente tutte le
malattie degenerative. E' stato accertato come l'importante ruolo biologico dei grassi
alimentari non può essere disgiunto dall'insieme di tutta l'alimentazione, sia per quanto
riguarda la quantità globale delle calorie, sia per quanto riguarda i rapporti con gli altri
nutrienti. In questo ambito è stato definito l'effetto protettivo dell'olio di oliva sul
metabolismo, sulle arterie, sullo stomaco, sul fegato e sulle vie biliari. Si è anche accertato
che favorisce l'accrescimento del bambino e prolunga la speranza di vita dell'anziano. Certo
è che l'olio di oliva per svolgere tutte queste funzioni deve essere irreprensibilmente un extra
vergine e meglio ancora di elevato standard. Per dirla come il professor Viola "è un olio che
se non esistesse, bisognerebbe inventarlo".
HS - HIGH STANDARD
la certificazione degli oli extra vergini di oliva di qualità superiore
E' la prima certificazione di qualità al mondo nel settore oleicolo che accerta analiticamente
il livello qualitativo superiore degli oli extra vergini di oliva ed introduce nuovi parametri
scientifici. Si riferisce pertanto al prodotto e non al sistema produttivo. I suoi standard
qualitativi vengono analizzati e controllati in ogni fase. Conseguentemente HS garantisce
una qualità oggettiva definita e accertata, che prescinde da qualsiasi elemento emotivo o
fantasioso. Assume perciò il valore e la rilevanza di una nuova categoria merceologica per
gli oli di alta gamma. I controlli e la rispondenza dei suoi attributi vengono effettuati da
CSQA – Certificazione di Qualità Agroalimentare, ossia dal primo ente italiano
accreditato e riconosciuto internazionalmente per certificare la conformità qualitativa dei
prodotti nel settore alimentare.
PERCHE' HS
Per offrire ai consumatori la massima certezza nell'identificazione di oli extra vergini di
oliva con requisiti di qualità superiori agli standard europei ed internazionali con
l'introduzione di nuovi ed elevati parametri scientifici.
LE GARANZIE HS
La certificazione di qualità prodotto rappresenta la massima garanzia di tutela dei
consumatori. Attraverso il monitoraggio dell’intero processo produttivo e sistematiche
analisi di tutte le partite prodotte, sotto il controllo dell’Ente certificatore, viene garantita la
rispondenza del prodotto alle qualità dichiarate. Il suo valore è dato dal numero e dal tipo di
parametri oggetto di valutazione e controllo che vengono fissati in un Disciplinare Tecnico
di Produzione. In esso sono stati fissati anche i tipi di analisi, la modulistica e rigorose
procedure che garantiscono la massima conformità del prodotto a quanto dichiarato. I nuovi
metodi di analisi introdotti con la certificazione HS sono talmente innovativi in campo
nutrizionale e salutistico da implementare lo stesso concetto di qualità degli oli extra vergini
di oliva. Le analisi strumentali vengono effettuate da laboratori universitari e le valutazioni
organolettiche sono eseguite da panels professionali riconosciuti internazionalmente. Degli
ispettori prelevano i campioni di ogni singola partita che viene sigillata fino al momento
dell'avvenuta verifica della conformità del prodotto. Il controllo numerico delle bottiglie è
assicurato da uno speciale registro d’imbottigliamento in cui vengono annotati i lotti
confezionati e i numeri di serie degli speciali sigilli di garanzia numerati progressivamente
apposti sulle singole bottiglie.
PARAMETRI QUALITATIVI HS
Prima di entrare nel merito, per comprendere l’importanza che la certificazione HS – High
Standard, è necessario ricordare che i grassi in generale, contrariamente a quanto sinora
spesso comunemente creduto, sono indispensabili per la vita, al pari degli altri principi
nutritivi quali proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali ed acqua. Oltre all’attività
energetica infatti, essi svolgono importanti funzioni come costituenti dei fosfolipidi delle
membrane cellulari di tutti i tessuti e delle lipoproteine deputate al trasporto ematico dei
lipidi stessi e come precursori di alcuni ormoni. Costituiscono inoltre il veicolo obbligatorio
per alcune vitamine dette liposolubili (A, D, E, K) e contribuiscono a rendere appetibili
alcune vivande che altrimenti verrebbero rifiutate. Inoltre, alcuni acidi grassi polinsaturi
risultano indispensabili, non potendo l’organismo umano sintetizzarli. Per questo, tali acidi
(linoleico e linolenico) vengono definiti "acidi grassi essenziali".
Il fabbisogno di grassi viene stimato intorno al 25-30 % delle calorie totali. Quantità
superiori non sono ben tollerate dall’organismo, ma quantità inferiori non sono scevre da
inconvenienti in quanto, come già rilevato, si associano ad una riduzione delle lipoproteine
ad alta densità (HDL), importanti per il trasporto inverso del colesterolo. Si è anche già
accennato al significato biologico e al valore dei grassi che sono legati alla natura degli acidi
che compongono i trigliceridi e alla presenza d’importanti microelementi tra i quali gli
antiossidanti (tocoferoli, composti fenolici e carotenoidi), sostanze coloranti e aromatiche,
nonché dei fosfolipidi, di idrocarburi come lo squalene, alcoli terpenicie steroli. La
problematica della regolazione dei lipidi nell’organismo non va perciò considerata sotto
l’aspetto dei grassi neutri (trigliceridi), bensì sotto l’aspetto della tipologia e del rapporto
degli acidi grassi la cui natura è fondamentale per l’equilibrio del metabolismo lipidico e
non lipidico.
Gli oli HS – High Standard possiedono i più alti livelli dei sopracitati valori, comprese
superiori caratteristiche organolettiche o sensoriali.
CARATTERISTICHE SENSORIALI HS
L’olio extra vergine di oliva è un condimento, notoriamente il migliore; pertanto deve
apportare sapidità ai cibi e renderli più appetibili: in altri termini, deve migliorare la qualità
gastronomica dei piatti. Tutti gli oli HS perciò devono essere caratterizzati da un’accertata
elevata qualità organolettica che deve corrispondere ad una valutazione al panel test con un
punteggio molto superiore a quanto previsto dalla qualificazione merceologica ufficiale. Il
consumatore, nella vasta gamma dei prodotti HS, potrà altresì selezionare quelli che per
attributi e intensità meglio soddisfano il proprio gusto e rispondono al miglior abbinamento
con i diversi alimenti.
REQUISITI NUTRIZIONALI HS
L’olio di oliva è considerato il migliore fra tutti i grassi specialmente per la sua
composizione acidica. Gli oli HS possiedono un rapporto ottimale di questi importanti
elementi. Il contenuto di acido oleico (monoinsaturo), il più fisiologico per l’essere umano e
maggiormente presente nelle nostre cellule, è contenuto in una quantità minima del 70%. Le
norme internazionali ne prevedono almeno il 55%, mentre i regolamenti europei non
prendono nemmeno in considerazione questo importantissimo indice di qualità. Anche per
l’acido linoleico (polinsaturo), la stessa normativa non ne prevede la presenza. Considerando
che per una sana alimentazione e indispensabile la presenza di questo acido essenziale per
almeno il 5% e che una percentuale superiore al 12% può creare un danno all'organismo, la
certificazione HS è stata concepita per assicurare la presenza di queste fondamentali
componenti nei suddetti rapporti. Per l’acido linolenico (polinsaturo con tre doppi legami) è
prevista una quota non superiore allo 0,9% poiché livelli più alti genererebbero gravi "stress
ossidativi". A questo proposito, è opportuno ricordare che pur se "essenziali", gli acidi
polinsaturi devono essere assunti in quantità limitate ben definite, in quanto, come accertato
scientificamente, dosi elevate accelerano il processo ossidativo cellulare favorendo
l’insorgere di gravi patologie. La ricerca scientifica indica nel 10% la percentuale massima
di polinsaturi nella quota lipidica delle calorie della dieta. E’ doveroso ricordare, come
accertato epidemiologicamente, che una dieta con eccesso di polinsaturi comporta un
aumento della mortalità per cause extra vascolari del 30%, tra cui un aumento delle
neoplasie in generale e in particolare dei tumori della mammella, della prostata e del colon.
Un altro parametro previsto nel Disciplinare HS è il basso livello di acidità libera (inferiore
al 5%) che, come è stato sopra accennato, diviene importante se accompagnato da altri
valori molto significativi.
REQUISITI SALUTISTICI HS E IL METODO OXIDATIVE CHAIN BREAKING ACTIVITY DEL PROF. LANFRANCO CONTE
Gli oli HS debbono avere un’elevata presenza di sostanze cosiddette "insaponificabili" con
un alto contenuto di antiossidanti. Esse preservano la qualità e la durata del prodotto
svolgendo una forte azione antinvecchiamento, oltre ad altre importanti funzioni salutari,
compresa la prevenzione di gravi patologie anche di tipo neoplastico. Le normative ufficiali
non prevedono la determinazione di queste sostanze. Il sistema di certificazione HS non solo
le prevede, ma ne impone un elevato livello.
Grazie all’innovativo metodo oxidative chain breaking activity, messo a punto dal Prof.
Lanfranco Conte, ordinario di chimica degli alimenti presso l’Università di Udine e
coordinatore degli esperti del settore della stessa Unione Europea, per la prima volta è
possibile misurare in modo preciso le capacità antiossidanti delle materie grasse.
Il complesso di tali capacità, viene determinato in quantità equivalente di vitamina E.
Mediamente gli oli HS ne possiedono 1 grammo peogni 1000/1600 grammi di olio.
Pertanto, coloro che faranno regolare uso di oli extra vergini di oliva HS, potranno essere
certi di assumere il fabbisogno di vitamina E e quindi di prevenire gravi malattie, compresi
infarti e ictus.
In proposito, occorre osservare che questa vitamina ha avuto di recente straordinarie
applicazioni terapeutiche. Infatti, presso l’Istituto Umberto I di Roma, nell’aprile 2000, sono
stati completamente guariti 12 pazienti colpiti dalle sopracitate patologie in attesa
d’intervento chirurgico, mediante la somministrazione diretta nelle arterie di questo potente
antiossidante naturale per un periodo di trenta giorni. I particolari dell’evento sono stati
pubblicati sulla nota rivista statunitense Circulation.
CHI HA PROMOSSO HS
La certificazione HS - High Standard è stata promossa, dopo due anni di studi ed
elaborazioni dal Consorzio Oil Masters Corporation, organismo operativo della
Corporazione dei Mastri Oleari – ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità
Sociale), con la collaborazione di noti esperti e ricercatori.
La Corporazione dei Mastri Oleari è la prestigiosa associazione interprofessionale tra
produttori ed esperti della filiera oleicola che trae nome e simbolo dall'antica corporazione
di arti e mestieri che fin dal ‘300 regolamentava il settore.
Da oltre 16 è impegnata nella diffusione della cultura del settore, per migliorare la qualità
dei prodotti, implementare la professionalità degli addetti e fornire precise notizie agli
organi d’informazione e ai consumatori.